Ci lascia a 97 anni Yayoi Kusama
Ci lascia Yayoi Kusama (1929-2026) la notizia diffusa dai media giapponesi.
A 97 anni ci ha lasciati una delle figure più rivoluzionarie, eccentriche e riconoscibili dell'arte contemporanea.
Fin da bambina, Yayoi Kusama vedeva il mondo attraverso uno schermo di allucinazioni visive e uditive: reti, bagliori e, soprattutto, pois che ricoprivano ogni cosa fino ad assorbirla. Ha preso quel caos mentale, quella che lei chiamava "auto-obliterazione" (l'annullamento di sé nell'infinito), e lo ha trasformato in capolavori. Dalle zucche giganti alle spettacolari Infinity Mirror Rooms, ci ha letteralmente invitati a camminare dentro la sua mente.
La scelta del manicomio: l'arte come salvezza
C'è un aspetto della sua biografia che rende il suo lavoro ancora più potente. Dal 1977, Kusama ha scelto volontariamente di vivere al Seiwa Hospital, un ospedale psichiatrico di Tokyo. Non è stata una resa, né un esilio forzato, ma un atto di straordinaria consapevolezza e sopravvivenza.
Soffrendo di gravi nevrosi, ha trovato nella struttura un rifugio sicuro, un perimetro di pace che le garantisse la stabilità necessaria per lavorare. Ogni mattina attraversava la strada per recarsi nel suo studio (costruito strategicamente proprio di fronte all'ospedale), dipingeva in modo ossessivo e instancabile, e la sera tornava nella sua stanza in clinica.
"Se non fosse per l'arte, mi sarei uccisa molto tempo fa", raccontava.
Oggi salutiamo una donna che ha avuto il coraggio di guardare in faccia i propri abissi e di dipingerci sopra un milione di pois colorati.
Pubblicato il
27/08/2026 10:02